Otto domande e otto risposte sono le tappe per conoscere la vita da expat di alcuni ragazzi italiani che sono partiti in direzione Paesi Bassi, lo stato in cui la distanza si misura in pedalate.

La protagonista di questo episodio è Charlotte, 27 anni, che vive nei Paesi Bassi da quando ha 18 anni; ha aperto un canale Youtube (Stronzetty) in cui parla della sua vita ad Amsterdam e delle differenze tra Olanda e Italia.
1 – Da quanto tempo sei nei Paesi Bassi e di cosa ti occupi?
Vivo nei Paesi Bassi da circa 9 anni: sono approdata nelle terre sotto al mare dopo aver accettato di diventare la ragazza alla pari per una famiglia di Utrecht. Questa esperienza doveva essere solo un anno di pausa dai miei studi, ma dopo aver finito l’anno di lavoro da babysitter ho deciso di trovare lavoro ad Amsterdam ed il resto é storia. Ho lavorato nel turismo e poi nei social media di diverse aziende e multinazionali. Credo che però potrei tornare in Italia in pianta stabile, ho imparato ad tenere tutte le possibilità aperte. Così come i Paesi Bassi hanno pregi , difetti e caratteristiche che rendono questa nazione unica, anche l’Italia ha altrettanti punti a suo favore.
2 – Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a trasferirti?
Ho deciso di provare questa esperienza di vita all’estero dopo una breve vacanza passata con il mio ex fidanzato ad Amsterdam: 3 mesi dopo il nostro viaggio avevo chiuso la relazione e mi trovavo nella ridente Utrecht. Per me é stata una scelta ovvia e naturale. Adoravo l’idea di poter vivere in una città in cui tutto fosse a portata di una pedalata, il sole di mezzanotte che rende le giornate d’estate vivibili e le luci di Natale che rendono la città uno scenario preso da una favola dei fratelli Grimm d’inverno.
3 – Ti senti parte dei “cervelli in fuga” che emigrano dall’Italia all’estero? Credi che l’Italia non ti abbia dato le giuste opportunità?
Non mi ritengo un “cervello in fuga” perchè trovo il termine pretenzioso, ma sicuramente l’Italia ha ancora passi in avanti da fare per poter garantire condizioni di lavoro consone, allettanti e giuste da offrire a personale altamente qualificato.
4 – Quali sono le maggiori differenze tra la città in cui sei cresciuta e quella in cui vivi ora?
Ci sono differenze tra gli olandesi e gli italiani: ci ho costruito un canale Youtube sopra. Quelle più lampanti per me sono il clima (per cadere nei cliché) e l’individualismo, inteso come impegno nel “far fiorire il proprio giardino” come scopo primario. Questo viene insegnato dall’infanzia, oltre ad indirizzare i bambini sin dalla tenera età e spronarli a diventare ciò che si vuole tramite l’impegno, il merito ed il lavoro. Credo che alla fine della giornata le differenze siano circostanziali poiché come esseri umani siamo trainati dagli stessi sogni, ideali ma anche paure. Come diciamo noi, “tutto il mondo é Paese”.
5 – Come è la situazione COVID nei Paesi Bassi?
La situazione COVID nei Paesi Bassi é in constante evoluzione, così come in tutto il resto del mondo. Proprio perché é una situazione in continua evoluzione, le informazioni che abbiamo oggi, domani potrebbero essere ribaltate. Al momento in cui scrivo, i Paesi Bassi si sono trovati ad instituire un coprifuoco per la prima volta dall’inizio di questa pandemia per poter contenere i contagi che dilagano nel Paese.
7 – Quali sono le maggiori difficoltà che hai trovato nel tuo soggiorno all’estero?
La maggiore difficoltà incontrata durante il mio soggiorno all’estero é stato rapportarsi con il settore sanitario, strutturato in modo completamente diverso rispetto al modello italiano: conosco persone che si sono trovate meglio che in Italia, ma essendo cresciuta di fianco alla medical hub milanese, sono stata abituata ad un sistema sanitario molto più semplice da approcciare e completamente pubblico. Oh, vale nominare il vento olandese? Soprattutto quello freddo che soffia d’inverno e che taglia la faccia? Quello non sono mai riuscita a farmelo andare a genio.
8 – In cosa senti di essere cresciuta da quanto hai iniziato a vivere all’estero?
Essendomi trasferita ad appena 18 anni, i Paesi Bassi mi hanno accompagnata dalla mia adolescenza alla giovane età adulta, si può dire che mi abbiano plasmata nella giovane donna che sono oggi; da come mi rapporto sul luogo di lavoro, le relazioni con famiglia e amici a come mi vesto.
9 – Perché hai deciso di aprire il canale Youtube e iniziare a fare video?
Ho deciso di aprire il mio canale Youtube nel 2009 ma fortunatamente per tutti i video iniziali non sono più disponibili. Ho deciso di riprenderci mano solo dopo qualche anno che sono arrivata nei Paesi Bassi, siccome ricevevo molte domande in cui mi si chiedeva come avevo fatto, domande sulla burocrazia etx. Ho pensato che filmare video in cui illustravo i passi che avevo messo io potesse essere meno time-consuming che rispondere ad ogni messaggio. Mai mi sarei immaginata che potessi avere trazione o che i miei video sarebbero stati guardati, figuriamoci apprezzati! Il resto é storia, creare contenuti online mi ha sempre divertito fino a sfociare in una passione per l’audio-video: alla soglia di quasi 30 anni ho deciso di ritornare a studiare per diventare produttrice e montatrice cinematografica.

